Dopo aver girato un po' per la città sono andato a prendere il bamboo train; ogni "vagone" é una costruzione piatta e smontabile composta da due ruote metalliche stile treno e una piattaforma di bambù con un piccolo motore. Il tutto è velocemente smontabile perchè, sull'unica linea, se due vagoni si incontrano, il più leggero smonta, scarica, lascia passare, rimonta e riparte...
Ma perché la gente di Parigi rispondono "Parigi" e non "Francia" quando gli chiedono di dove sono?
Il prezzo del biglietto varia a seconda dei tiramenti di culo di ragazzi che vendono i biglietti e i binari sono assolutamente non paralleli per brevi tratti in cui il treno sbanda e sembra dover finire nella folta vegetazione ai lati.
Nel sud est asiatico la parola "verde" perde il suo significato di semplice colore e diventa un concetto, un sentimento, una gioia che non ti fa sorridere, ma ti prende da dentro, un orgasmo con puntini viola, gialli o fucsia.
Alla fine del viaggio con treno si incontra un piccolo villaggio dove mi sono messo a palleggiare con dei bambini con una palla fatta -credo - con del bambù e vuota all'interno. E' difficile da descrivere, non si gonfia, non si sgonfia, così è e così rimane, con la sua rigida morbidezza. Un bambino mi ha chiesto se fossi Cristiano Ronaldo (scherzando), un altro se giocassi nell'inter (seriamente). Non avere la tv ti insegna ad apprezzare le piccole gioie e a scambiarmi per un giocatore famoso!
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