lunedì 27 agosto 2012

21 agosto - killing field

Mi hanno rinnovato l'invito a Rio per capodanno... Difficile dire di no...

Oggi sono andato a visitare un killing field, il più grande di tutta la Cambogia. Difficile spiegare le sensazioni. È un luogo dove la follia di Pol Pot ha ucciso migliaia e migliaia di cambogiani. Sul percorso spuntano ancora ossa o brandelli di vestiti, che vengono raccolti ancora oggi mensilmente. E alla fine vi é un grande edificio commemorativo pieno di teschi e ossa; la maggior parte dei teschi ha i segni delle uccisioni, martelli, zappe, coltelli, sbarre, mai un proiettile, troppo costoso e avrebbe spaventato gli altri in attesa.
La cosa più commovente e agghiacciante è un albero sul quale i khmer rossi gettavano i bambini, tenendoli per i piedi, albero davanti al quale uno dei maggiori responsabili, che aveva sempre negato la sua collaborazione, in uno slancio di umanità si è inginocchiato ed è scoppiato a piangere.
Tre milioni di cambogiani furono uccisi poco più di trenta anni fa, il 25% della popolazione circa...

La cosa assurda é che tutti i turisti stranieri - anche gli italiani - restano in un rispettoso e shoccato silenzio, mentre i cambogiani girano parlando ad alta voce, ridendo e scherzando. Per loro il passato è passato... Ho avuto una sensazione simile parlando agli indonesiani dei loro ex dominatori olandesi, una visione pseudo buddista sul fatto che tanto il passato non si cambia e bisogna guardare avanti che allo stesso tempo mi infastidisce e mi piace.

Serata passata con qualche irlandese e qualche olandese, bevendo troppo e finendo in un go go bar. Parlando con una bellissima ragazza triste all'interno mi sono messo a chiedere come mai fa questo lavoro ecc. e lei mi ha risposto che non ha altre soluzioni, ma vorrebbe davvero fare la cassiera... 

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