venerdì 30 novembre 2012

27 novembre - dato che sto un po' meglio...


Dopo una lauta colazione tento la fortuna e vado alla stazione dei treni. 

Non c'è un singolo posto libero, resta soltanto la classe "generica" che sarebbe la quinta classe.
In queste carrozze i biglietti sono un optional, tanto non controlla nessuno, e i biglietti vendibili sono infiniti. 

Ci si stipa come animali e si cerca di conquistare una posizione e difenderla. L'unica vera regola è quella del più forte. Il soffitto del treno è un ammasso di cartone e lamiera ricco di buchi e alcuni ventilatori cercano di tagliare l'aria.
Trovo uno degli scompartimenti bagagli in alto libero (miracolo) e ci infilo entrambi i miei zaini per tenerlo occupato. 


Faccio le prime ore in piedi, poi mi alterno con un ragazzo simpatico su un sedile e chiacchieramo un po'.
Alla fine decido che voglio sdraiarmi e mi arrampico nel vano porta bagagli, spingo lo zaino grande al fondo, per farmi da cuscino e mi sdraio. Non posso allungare completamente le gambe perché il metallo al fondo mi fa presto male alle caviglie e perché i miei piedi sarebbero toccati dalla gente di passaggio.
Mi addormento per un po'. Mi risveglio che è quasi ora di cena, prendo qualcosa dai venditori alla stazione tramite i finestrini e dopo aver usato la toilette (che sarebbe un buco dal quale si vedono passare i binari, senza acqua e senza nulla se non un odore terrificante) torno a sdraiarmi. 


Leggo un po' un libro che consiglio vivamente "not without my sister", non so il titolo in italiano e non so se sia tradotto. 


Poi ascolto un po' di musica, tra cui la mia nuova canzone preferita "luna" di Togni e - dopo aver pianificato la mia proposta di matrimonio nei dettagli (manca solo una lei) - torno a cercare di dormire dato che dovrei arrivare a destino in qualche ora indefinita tra l'una e le tre di notte. 


Comunque quando Togni canta "Son pieno di contraddizioni, che male c'è? Adoro le complicazioni, fanno per me. Non metterò la testa a posto, mai!" Ahahah, ma secondo me siam fratelli. 


Arrivo a destino all'1.40. Indeciso sul da farsi mi sdraio in stazione con gli altri indiani attendendo l'alba. 


Direi che 14 ore di treno in una classe che non è neppure descrivibile e qualche ora dormendo sul pavimento in una stazione indiana possono decretare il fatto che io mi sia rimesso...

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