Mi sveglio un po' stanco e dopo aver gustato una colazione indiana che mi fa chiudere gli occhi e mi riporta alla mente centomila emozioni mi avvio alla stazione dei treni per fare il biglietto per Kanyakumari.
Vicino al mio hotel c'è una delle stazioni di Chennai. Le scene e l'umanità intorno alle stazioni indiane sono decisamente uniche. Scambio sorrisi con alcuni passanti e alcuni autisti dei risciò e vengo gentilmente rimbalzato di ufficio in ufficio per fare il biglietto.
Alla fine scopro che la quarta classe (in India ce ne sono cinque) è piena e devo andare nella stazione centrale per cercare di trovare un biglietto.
Mi avvio, arrivo alla stazione e vado nella sezione riservata ai turisti scavalcando persone dormienti e cani assonnati.
Nella biglietteria turistica sono comunque l'unico bianco, i "turisti" sono tutti pakistani o provenienti dal Bangladesh.
Scopro però di aver bisogno della copia del passaporto per prenotare. Fuori dalla stazione è ben segnalato un negozio all'interno di un vecchio edificio che dovrebbe fare per me. Mentre salgo le scale di questo edificio da film dell'orrore dove tutto è scuro e sporco mi trovo a scavalcare famiglie dormienti, a schivare cavi scoperti, cani che vanno di fretta; arrivo davanti al negozio che è però chiuso. Oggi è il primo giorno del Diwali, il festival delle luci, una sorta di natale indiano che ricordo meraviglioso a Jaipur quattro anni fa.
Chiedo allora in giro dove poter fare una fotocopia e vengo indirizzato abbastanza distante dalla stazione. Chiedo e cammino, cammino e chiedo, schifo il pattume a bordo strada, trattengo il fiato quando passo non distante dai bagni pubblici, sorrido, chiedo e cammino. Finalmente trovo un negozio che faccia fotocopie e torno a prendermi il biglietto.
Dal mio arrivo alla stazione ad avere il biglietto in mano sono passate quattro ore circa.
Salgo sul treno che mi porterà a Kanyakumari in circa tredici ore. Sorrido.
"Cani che vanno di fretta" ahahaha bellissimo
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